I SENTIMENTI AMBIVALENTI IN GRAVIDANZA

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I pensieri e sentimenti ambivalenti che non vengono riconosciuti e accolti, associati alla gravidanza anche quando cercata o comunque voluta, finiscono con il convertirsi in motivi di disagio o con il nutrire sintomi, come del resto avviene per tutti i pensieri/emozioni che sono censurati, a un qualche livello, e quindi non integrati nell’esperienza e non elaborati.

La società in cui siamo immersi non aiuta granché a riconoscere o mitigare, laddove possibile, le ambivalenze delle madri perché è ancora molto forte una certa cultura sacrificale della maternità. Inoltre, al di là di ogni retorica intorno al ruolo della Madre, non sono stati ancora rimossi gli ostacoli, per esempio nel mondo del lavoro, alla possibilità di contemperare la maternità con altre dimensioni di sé, come appunto quella professionale, ma non solo. Come se il crescere i figli fosse solo una questione femminile e non qualcosa che riguarda la società tutta.

Ma a quali pensieri/emozioni ambivalenti mi riferisco?

Sono convinta che sia inevitabile provare un miscuglio di pensieri/emozioni, di differente segno, in ordine al divenire madri. Accanto e mescolata alla gioia e all’eccitazione, al senso di mistero, alla speranza e soddisfazione connessa al realizzarsi e trascendersi, alla commozione di un figlio voluto come frutto dell’amore della coppia genitoriale (quando è così), vi sono l’ansia per l’ignoto che l’avventura di un figlio rappresenta, anche quando non è il primo (perché ogni figlio è una storia a sé e perché anche la madre è in una condizione sicuramente differente da quella in cui si trovava al momento dell’arrivo del primo bambino, non fosse altro perché ora la compagine familiare è un’altra); la preoccupazione di farcela a crescere un bambino e poi un ragazzo: “sarò capace? saprò tutelarlo dalle insidie di questa società così complessa e differente da quella in cui sono cresciuta io e che galoppa a un ritmo di cambiamento a cui è difficile stare dietro?”; la paura di essere molto vincolata dal bimbo in arrivo e di perdere quella libertà di cui si godeva prima nel gestire il proprio tempo libero – molte cose per un po’ non si potranno più fare, perché un figlio è oggettivamente anche un grande impegno; le preoccupazioni economiche e quelle legate alla propria posizione lavorativa, alla propria carriera; l’apprensione circa gli effetti sul rapporto di coppia e/o sul primogenito all’arrivo del secondo; un  più o meno vago senso di soffocamento che si accompagna all’aspetto di irreversibilità della scelta – si è madri per tutta la vita – ;  l’inquietante connesso al corpo che cambia, si deforma per lasciare spazio a qualcuno di totalmente sconosciuto e invisibile e che abita – altro da sé – le proprie profondità; vi è la certezza che nulla sarà più come prima e che si sta lasciando alle spalle per sempre una stagione della vita. Ecco, dunque, affacciarsi un vissuto di perdita o di lutto.

“Ma come perdita e lutto? Di fronte alla meraviglia della vita che si rinnova? Che scandalo! Sarò una ingrata, una madre degenere? Verrò punita per questi miei pensieri men che felici?”. I sensi di colpa si intrufolano nella gravidanza a ingrandire la paura di non essere una brava madre e la paura di non saper generare un figlio sano e normale.

Questa congerie di pensieri/emozioni, più o meno presenti e  forti a seconda anche della specifica esperienza che ciascuna donna si porta appresso come figlia e nel rapporto con la propria madre, può ingolfare la mente della donna se bandita dalla propria possibilità di riflettere su di essa e di “tenerne insieme” le differenti componenti. A volte, può esitare in forme più o meno serie di depressione post partum.

È importante che una donna in gravidanza possa esternare i suoi pensieri ed emozioni anche negativi ed essere ascoltata senza giudizio né scandalo per evitare di aggravare sensi di colpa che è possibile già provi da sola.

Marisa Faioni – psicologa psicoterapeuta dell’adulto e dell’adolescente – Milano

psicoterapia individuale – di coppia – di gruppo

http://www.psicoterapia-milano.eu

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