LA FORZA DELLE DOMANDE E IL RISCHIO DELLE INTERPRETAZIONI PSICOANALITICHE

Narrativa e psicologia
Parole in prestito

 

“Mi spiegava con grande insistenza che ogni domanda possedeva una forza che la risposta non conteneva più…”

Elie Wiesel, La notte, Editrice La Giuntina, Firenze, 1980, p. 12

Almeno nell’ambito della indagine della mente umana, le risposte possono perdere in parte la forza delle domande da cui scaturiscono perché rischiano di saturare con la loro attitudine alla certezza e la loro parzialità il campo dell’indagine stessa. I prodotti della mente presentano infatti una ambivalenza e una densità di significati, come ben dimostrano i sogni, che li rendono suscettibili di venire letti attraverso più chiavi non necessariamente coerenti. La complessità dei prodotti mentali – che si tratti di comportamenti, pensieri, fantasie, sogni, artefatti artistici, ecc. – discende inoltre dal fatto che si collocano sempre dentro una relazione con un interlocutore in carne e ossa o interiorizzato: pertanto coinvolgono, nel loro significato, anche il ricevente o destinatario degli stessi.

Per questo le interpretazioni in un percorso psicoanalitico possono congelare l’esplorazione e ostacolarne ulteriori sviluppi soprattutto se “calate dall’alto” come se avessero carattere di oggettività,  senza la disponibilità da parte dell’analista di farle a loro volta oggetto con il paziente di ulteriori domande e riflessioni in quanto esse stesse espressione della relazione analitica [1].

[1] Si veda il concetto di interpretazione di secondo livello in Diego Napolitani, Ethos ed Eros, in Rivista Italiana di Gruppoanalisi, n. 1-2 ’89.

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Marisa Faioni – psicologa psicoterapeuta dell’adulto e dell’adolescente – Milano

psicoterapia individuale – di coppia – di gruppo

http://www.psicoterapia-milano.eu