PROFONDITÀ

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Le profondità dell’inconscio: al di sotto di ciò che compare

Photo by Martin Wilson

Quando si parla di psicoanalisi si usa, non a caso, anche la terminologia “psicologia del profondo”. La psicoanalisi o la psicoterapia ad orientamento psicoanalitico mira a far emergere anche le motivazioni dei nostri comportamenti di cui siamo al momento inconsapevoli. Per questo la profondità può essere presa come una delle metafore della psicoanalisi.

Freud ha individuato nella psicoanalisi la terza rivoluzione nella storia delle scienze che dopo quella copernicana e darwiniana ha inflitto ferite narcisistiche facendo vacillare lo statuto speciale che l’uomo si era conferito precedentemente: grazie a Copernico e alla sua teoria eliocentrica l’uomo non è più al centro dell’universo; grazie a Darwin l’uomo non è più a immagine e somiglianza di Dio, ma discende dalle scimmie; grazie al fondatore della psicoanalisi l’uomo ha scoperto di non essere padrone della propria coscienza, per la potenza dell’inconscio che condiziona il soggetto a sua insaputa.

Come eredità ulteriore del pensiero freudiano, si è abituati a pensare che l’inconscio sia un ribollire infernale degli istinti più bassi o delle pulsioni sessuali e aggressive più incontrollate, e in molti tendono ad avere di conseguenza paura di scoprire chissà cosa mai si agita nelle proprie profondità, per rimanere nella metafora.

Ma nell’inconscio rimangono spesso intrappolati la creatività ed aspetti di noi censurati che, se viceversa venissero accolti, permetterebbero di raggiungere equilibri migliori, di integrare la personalità rendendola ricca e articolata e  di fare delle scelte più consapevoli quando siamo mossi da spinte interne contraddittorie.

Marisa Faioni – psicologa psicoterapeuta dell’adulto e dell’adolescente – Milano

psicoterapia individuale – di coppia – di gruppo

http://www.psicoterapia-milano.eu