ANCORA A PROPOSITO DI AMORE E ODIO NELLE RELAZIONI DI COPPIA

Rapporti di coppia. Terapia di coppia
Intrecci di coppia

Photo by Vilma Faieta

“Siccome l’amore romantico [1] genera speranza, desiderio e dipendenza, e siccome la speranza, il desiderio e la dipendenza espongono spesso al rischio dell’umiliazione, l’amore è necessariamente pericoloso. L’aggressività è l’ombra dell’amore, un accompagnamento inestricabile e una costituente necessaria della passione romantica. Il degradarsi degli amori romantici non è dovuto alla contaminazione dell’aggressività, ma all’incapacità di sostenere la necessaria tensione fra questi due sentimenti. Poiché l’efficacia dell’aggressività è direttamente proporzionale a quanto si sa del suo bersaglio, l’aggressività è molto più pericolosa nelle relazioni d’amore stabili che non in quelle temporanee che si stabiliscono con estranei; la capacità di amare per molto tempo una stessa persona implica la capacità di tollerare e riparare l’odio.”

S. Mitchell, L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2003, p. 105

Uno dei modi per difendersi in anticipo dal senso di vulnerabilità e quindi dalla paura dell’aggressività distruttiva che creano il desiderio e la dipendenza è quello di dissociare l’amore e il desiderio, il senso di sicurezza e di stabilità di una relazione, da un lato, e di eccitazione erotica, dall’altro. Classica è la dicotomia di cui soffrono molti uomini fra l’immagine della moglie/Madonna e dell’amante/puttana. Mitchell in proposito ci aggiorna: “Oggi molti uomini lottano contro una versione modificata del complesso Madonna/puttana, un tema dominante tra i gentleman vittoriani  dei tempi di Freud [2]. Ora si presenta spesso non più in termini di Madonna santa contro puttana degenerata, ma in termini di donne più rispettabili contro donne che si concedono più facilmente, o di donne conosciute di cui ci si può fidare contro donne anonime e sconosciute che sono pronte  a qualsiasi avventura. Allo stesso modo, molte donne di oggi sono perennemente lacerate tra l’amore per gli uomini che credono “carini” o “buoni”, affidabili, responsabili, e il desiderio per gli uomini che reputano eccitanti, impulsivi e almeno un po’ pericolosi.”.

Ivi, pp. 13-14

Un altro dei modi di dissociare affetto ed eccitazione erotica è quello di cui si incaricano spesso i disturbi sessuali.

[1] Lo psicoanalista relazionale Stephen Mitchell, uno dei miei preferiti, con l’espressione “amore romantico” si riferisce a quella particolare esperienza dell’amore, niente affatto semplice da mantenere a lungo in vita – e a questo appunto è dedicato il libro citato – che “ha […] bisogno tanto dell’amore quanto del desiderio, perché emerge nella tensione generata dalla simultaneità di amore e desiderio. L’amore privo di desiderio può essere tenero, intimo e sicuro, ma non contiene l’avventura, la tensione e il senso di rischio di un’elevata posta in gioco che rende profonda una passione romantica.” (Ivi, p. 13). L’autore precisa come l’amore romantico non appartenga né ad ogni cultura né sia sempre stato presente in quella occidentale: “Sebbene anche nell’antichità si trovino esempi di passione romantica, alcuni storici fanno risalire la nascita dell’amore romantico come potenziale universale e genere letterario all’istituzione dell'”amore cortese”, nel tardo Medioevo, in coincidenza con la prima formazione di quella che sarebbe divenuta la nozione moderna di un sé personale.” (Ivi, p. 17)

[2] Mi permetto di affermare che tale complesso non si è affatto del tutto convertito ma è ancora presente in certi uomini anche qui in Italia, a volte solo maldestramente mascherato per supino accomodamento al diffusamente richiesto atteggiamento politically correct nei confronti delle donne.

 

Marisa Faioni – psicologa psicoterapeuta dell’adulto e dell’adolescente – Milano

psicoterapia individuale – di coppia – di gruppo

http://www.psicoterapia-milano.eu

Annunci